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Appello Documentato a Papa Francesco per richiedere la reintegrazione del diaconato per le donne

Sua Santità Papa Francesco
Palazzo Apostolico
00120 Via del Pellegrino
Cittá del Vaticano

3 Settembre 2015
Festa di Santa Febe e San Gregorio magno

Caro Papa Francesco,

Le chiediamo rispettosamente di ripristinare l’ordinazione diaconale delle donne nella nostra Chiesa Cattolica. Restituire quella dignità alle donne, per il bene di tutti, nell’uguaglianza e nella fraternità, sarebbe un ottimo modo d’accogliere lo Spirito e di rispondere ai segni dei tempi.

La ricerca storica contemporanea dimostra che decine di migliaia di donne servirono come diaconi ordinati durante il primo millennio della Chiesa: in Italia, Gallia, Grecia, Asia Minore, Palestina ed Egitto. Che esse ricevettero un’ordinazione diaconale vera e propria – “sacramentale”, per utilizzare il linguaggio attuale – è chiaro da numerose testimonianze. Qui di seguito trascriviamo una preghiera del 780 DC:

Dio Santo ed Onnipotente,
attraverso la nascita del tuo Unico Figlio nostro Dio da una Vergine secondo la carne,
Tu hai santificato il sesso femminile.
Tu concedi non solo agli uomini, ma anche alle donne la grazia e la ricezione dello Spirito Santo.
Ti preghiamo, Signore, guarda la tua serva e dedicala al compito del diaconato, e riversa in lei il dono ricco e abbondante del tuo Spirito Santo.

Codex Barberini Gr. 336

Molti documenti confermano che queste ordinazioni includevano l’imposizione delle mani del vescovo e avvenivano nel santuario della chiesa, davanti all’altare e durante la Liturgia Eucaristica, subito dopo l’Anafora, esattamente come per le ordinazioni di diaconi, presbiteri e vescovi. Parecchi Suoi predecessori autorizzarono Sacramentari con preghiere d’ordinazione per le donne diacono.
Non dovrebbe più esserci spazio nella Chiesa di oggi per le ragioni che portarono alla scomparsa delle donne diacono nel Medioevo: la fobia delle mestruazioni e il pregiudizio che le donne fossero per natura inferiori agli uomini.
La necessità del ministero del diaconato femminile è evidente in tutti i paesi. Possano le vostre mani essere le prime a ridare la dignità diaconale alle donne.
Cogliamo l’occasione per esprimerle la nostra considerazione e stima in Cristo.
Luca Badini Confalonieri
Direttore di Ricerca, a nome dei Fiduciari, Patroni, e Staff del Wijngaards Institute

Documentazione

Cambiamenti sociali e culturali stanno dando alle donne del nostro tempo l’opportunità di svolgere un ruolo fondamentale in molti settori della vita. Questo riguarda anche le comunità cristiane in tutto il mondo. C’è un bisogno urgente che la Chiesa Cattolica riconosca gli importanti ministeri pastorali già esercitati da donne, e che ne incoraggi altre ad assumere responsabilità simili.

Affinché la Chiesa Cattolica possa rispondere in modo adeguato a questa sfida, Le chiediamo urgentemente di ripristinare l’ordinazione delle donne al ministero diaconale che esisteva durante il primo millennio della Chiesa.

Il Diaconato delle Donne nel Passato

Per quasi mille anni, le donne diacono hanno preparato le catecumene di sesso femminile per il battesimo.[1]http://www.womendeacons.org/intro/deac_bap.shtml. Le ungevano durante la cerimonia del battestimo. Aiutavano i membri femminili della congregazione durante le funzioni religiose. Visitavano i malati e portavano loro il Viatico.[2]http://www.womendeacons.org/intro/deac_apo.shtml. Ungevano i moribondi e preparavano i morti per il loro funerale. In assenza di un diacono di sesso maschile, assistivano il presbitero all’altare durante la celebrazione dell’Eucaristia.[3]http://www.womendeacons.org/intro/deac_alt.shtml.
Le ricerche storiche hanno dimostrato che decine di migliaia di donne servirono come diaconi pienamente ordinati nelle chiese locali durante dieci lunghi secoli. Alcune di loro ministrarono in Italia [4]http://www.womendeacons.org/minwest/list_italy.shtml. e in Gallia,[5]http://www.womendeacons.org/minwest/gaul_overview.shtml. ma la maggioranza visse e operò in Grecia,[6]http://www.womendeacons.org/history/list_greece.shtml. Asia Minore,[7]http://www.womendeacons.org/history/list_asia.shtml. Siria,[8]http://www.womendeacons.org/history/list_arm_syria.shtml. Palestina ed Egitto:[9]http://www.womendeacons.org/history/ list_pal_egypt.shtml. regioni quest’ultime facenti parte della Chiesa cristiana ancora indivisa dallo scisma tra Oriente e Occidente del 1054 dC.

Il rito dell’ordinazione delle donne diacono

L’ordinazione delle donne diacono era chiaramente un’ordinazione vera e propria, ‘sacramentale’ la si direbbe oggi,[10] La distinzione tra un “sacramento” e un “sacramentale” sorse solamente nel XII secolo. Ugo di San Vittore (1096 – 1141) fu il primo a distinguere i “sacramenti minori”dai “sacramenti attraverso cui principalmente si trova la nostra salvezza”. Pietro Lombardo (1100 – 1160) coniò il termine “sacramentale” per distinguerlo dai “sette sacramenti”. Tuttavia, tale evoluzione lessicale non intacca il valore delle ordinazioni nella Chiesa antica. e sostanzialmente identica a quella dei diaconi maschi. Il rito è stato conservato in antichi manoscritti, come il Barberini Gr 336 (780 dC),[11]http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr1.shtml. il Bessarione (1020 dC),[12]http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr2.shtml. il Vaticano Gr 1872 (1100 dC),[13]http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr3.shtml. il Coislin Gr 213 (1050 dC)[14]http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr5.shtml. e il Codex Vaticanus Syr 19.[15]http://www.womendeacons.org/rite/deac_syr.shtml.

Che il rito conferisse l’ordinazione completa al diaconato, equivalente a quella dei diaconi maschi, è evidente dai seguenti fatti:

• Il diacono femmina, proprio come il diacono maschio, veniva ordinato dal vescovo che imponeva le mani su di lei, invocando lo Spirito Santo: “Dio Santo ed Onnipotente, attraverso la nascita del tuo unico Figlio, nostro Dio da una Vergine secondo la carne, hai santificato il sesso femminile. Tu concedi non solo agli uomini, ma anche alle donne la grazia e la venuta dello Spirito Santo. Ti piaccia, o Signore, guardare alla tua serva e dedicarla al compito del tuo diaconato, e versare in lei il dono ricco e abbondante del tuo Santo Spirito”.[16]Si veda il Codex Barberini Gr. 336 (780 AD): http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr1.shtml.

• Il Vescovo, continuando a imporre le mani, recitava una seconda preghiera di ordinazione, chiamata ekphonesi, che era caratteristica esclusiva delle ordinazioni ai tre ordini maggiori di episcopato, presbiterato e diaconato.

• Prima dell’ordinazione del diacono, tanto quello maschile come quello femminile, il vescovo dichiarava pubblicamente la sua intenzione di ordinare il candidato come diacono nella preghiera ‘Grazia Divina’, che veniva utilizzata esclusivamente per gli ordini maggiori.

• L’ordinazione dei diaconi, sia maschi sia femmine, avveniva nel presbiterio, davanti all’altare, durante la liturgia eucaristica e in un momento molto solenne, vale a dire dopo la sacra Anafora, esattamente come per le ordinazioni di diaconi, presbiteri e vescovi. Per contro, gli ordini cosiddetti minori, come il lettorato e il suddiaconato, venivano concessi attraverso una semplice imposizione delle mani al di fuori del presbiterio e non durante l’Eucaristia.

• I diaconi, sia maschi sia femmine, ricevevano entrambi la stola diaconale, il diakonikon, come un segno del loro rango ecclesiastico.

• Durante il rito di ordinazione il vescovo consegnava il calice al diacono femmina, proprio come faceva col diacono maschio, cosa che indica che i diaconi di entrambi i sessi avevano uguale autorità di distribuire la comunione.[17] La rilevanza di questi particolari è spiegata qui: http://www.womendeacons.org/rite/hobart.shtml

Queste caratteristiche convincono la maggioranza degli studiosi che il rito era un’ordinazione vera e propria che installava tanto le donne quanto gli uomini nell’ordine maggiore del diaconato.[18]D. Ansorge, ‘Der Diakonat der Frau. Zum gegenwärtigen Forschungsstand’, in T. Berger e A. Gerhards (eds.), Liturgie und Frauenfrage, St. Odilien 1990, pp. 31-65, a pp. 46-47; M-J. Aubert, Des Femmes Diacres. Un nouveau chemin pour l’Eglise, Paris 1987, p. 105; Chr. Bottigheimer, ‘Der Diakonat der Frau’, Münchener Theologische Zeitschrift 47 (1996) 3, pp. 253-66, a p. 259; Y. Congar, ‘Gutachten zum Diakonat der Frau’, in Synode. Amtliche Mitteilungen der Gemeinsamen Synode der Bistümer in der Bundesrepublik Deutschland, Munich 1973, no 7, pp. 37-41, a p. 37; H. Frohnhofen, ‘Weibliche Diakone in der friihen Kirche’, Studien der Zeit 204 (1986) pp. 269-78, a p. 276; R. Gryson, The Ministry of Women in the Early Church, Collegeville 1976; titolo originale: Le ministère des femmes dans l’Eglise ancienne, Gembloux 1972, pp. 117-18; P. Hofrichter, ‘Diakonat und Frauen im kirchlichen Amt’, Heiliger Dienst 50 (1996) 3, pp. 140-58, a pp. 152-4; P. Hünermann, ‘Theologische Argumente fur die Diakonatsweihe von Frauen’, in Diakonat. Ein Amt fur Frauen in der Kirche – Ein Frauengerechtes Amt?, Ostfildern 1997, pp. 98-128, a p. 104; A. Jensen, ‘Das Amt der Diakonin in der kirchlichen Tradition des ersten Jahrtausends’, in Diakonat. Ein Amt fur Frauen in der Kirche – Ein frauengerechtes Amt?, Ostfildern 1997, pp. 33-52, a p. 47; K. Karidoyanes Fitzgerald, Women Deacons in the Orthodox Church, Brookline 1998, pp. 120-121; D. Reininger, Diakonat der Frau in der einen Kirche, Ostfildern 1999, pp. 97-98; E. Theodorou, ‘The Institution of Deaconesses in the Orthodox Church and the Possibility of its Restoration’, in G. Limouris (ed.), The Place of the Woman in the Orthodox Church and the Question of the Ordination of Women (Katerini, Greece, 1992), pp. 207-238; a pp. 212-213; A. Thiermeyer, ‘Der Diakonat der Frau’, Theologisch Quartalschrift 173 (1993) 3, pp. 226-36, a pp. 230-31; C. Vagaggini, ‘L’Ordinazione delle diaconesse nella tradizione greca e bizantina’, Orientalia Christiana Periodica 40 (1974), pp. 145-89, a pp. 169-73; John Wijngaards, The Ordained Women Deacons of the First Millennium, Canterbury Press 2011, pp. 112-121; Phyllis Zagano, Holy Saturday. An Argument for the Restoration of the Female Apostolate, New York 2000, pp. 98-102.

Conferma nella Tradizione della Chiesa

Una grande mole d’evidenza dimostra che, almeno nella parte orientale della Chiesa, le donne sono state completamente accettate come ministri ordinati durante il primo millennio.

Nella Scrittura leggiamo di “Febe, nostra sorella, che è un diacono [diakonos] della chiesa di Cencre” (Romani 16,1-2). Gli studiosi attribuiscono a lei un vero ministero.[19]G. Lohfink, ‘Weibliche Diakone im Neuen Testament’, in G. Dautzenberg et al. (ed.), Die Frau im Urchristentum, Freiburg 1983, pp. 320-338. Troviamo l’istruzione in 1 Timoteo 3,8-11: “I diaconi [diakonous] siano dignitosi, non doppi nel parlare, non dediti al molto vino né avidi di guadagno disonesto […]. Allo stesso modo le donne siano dignitose, non calunniatrici, sobrie, affidabili in ogni cosa.” Che quest’ultima frase si riferisca alle donne diacono e non alle mogli dei diaconi risulta da una lettura attenta del testo greco ed è confermato dall’interpretazione dei primi Padri greci della Chiesa.[20] J. Roloff, Der Erste Brief an Timotheus, Neukirchen 1988, p. 164; H. Merkel, Die Pastoralbriefe, Göttingen 1991, p. 31; L. Oberlinner, Die Pastoralbriefe, Freiburg 1994, pp. 139-142.

Il primo Concilio di Nicea (325 dC), pur dichiarando invalido il diaconato delle donne nella setta di Paolo di Samosata “poiché quelle donne non avevano ricevuto l’imposizione delle mani”, implicitamente riconobbe il diaconato delle donne come un ordine valido nella Chiesa. [21]http://www.womendeacons.org/history/can_nic1.shtml.Il Concilio di Calcedonia (451 dC) impose un’età minima alle donne diacono, cosi come lo fece per i diaconi maschi e i sacerdoti, un’ingiunzione ripetuta dal Concilio di Trullo (692 dC).[22]http://www.womendeacons.org/history/deac_cls.shtml.

Il ministero delle donne diacono è menzionato o lodato dai Padri della Chiesa: san Clemente di Alessandria (150-215),[23]Stromata 3,6,53:3-4; GCS 52, 220, 2-25. Origene (185-255),[24]Origene, Commentary on Romans 10,17; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 14, 1278 A-C. Il testo si è preservato in latino, ma R. Gryson (Ministry, p. 31, 134) dimostra che la frase “donne diacono” doveva essere state nella versione originale in greco “γυναικες διακονους”. Epifanio di Salamina (315-403),[25]Panarion 75, 1-4; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 42, col. 744-45; GCS 37 (1933) p. 478; Summary of Faith 21; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 42, cols. 824-25; GCS 37 (1933) p. 522. San Basilio di Cesarea (329-379),[26]Letter to Amphilochius on the Canons, Lett. 199, can. 44; R. I. Deffarari (ed.), Saint Basil. The Letters, vol. 3, London 1930, p. 130. San Giovanni Crisostomo (344-407),[27]Omelia 11,1 on the First Letter to Timothy ch. 3; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 62, col. 553. San Gregorio di Nissa (335-394)[28]On the Life on St. Macrina; J. P. Migne, Patrologia Latina, vol. 46, cols. 960-1000; here cols. 988-290; traduzione inglese di W.K. Lowther Clarke, The Life of St. Macrina, London 1916; P. Wilson-Kastner, ‘Macrina: virgin and teacher’, Andrews University Seminary Studies 17 (1979), 105-117. e molti altri.[29]J. Wijngaards, The Ordained Women Deacons of the Church’s First Millennium, Canterbury Press 2012, pp. 179-189 Proprio come i diaconi maschi, i diaconi femmina sono ampiamente menzionate nei primi manuali pastorali, come la Didascalia degli Apostoli (ca 250 dC)[30]Alistair Stewart-Sykes, The Didascalia Apostolorum: An English Version, Studia Traditionis Theologiae: Explorations in Early and Medieval Theology, vol. 1 (Turnhout: Brepols Publishers, 2009). Versione in latino in: E. Tidner, Didascaliae Apostolorum, Canonum ecclesiasticorum, Traditionis apostolicae versiones latinae, Berlin 1963. Si veda anche R. H. Connolly, Didascalia Apostolorum, the Syriac Version translated and accompanied by the Verona Latin Fragments, Oxford 1929. e le Costituzioni Apostoliche (ca 380 dC).[31]J. Mayer, Monumenta de viduis diaconissis virginibusque tractantia, Bonn 1937, pp. 18-26; Apost. Const. VIII, 28,5; F.X. Funk, Didascalia et Constitutiones Apostolorum, vol I, Paderborn 1905, p. 530. Quest’ultimo contiene antichi riti di ordinazione per vescovi, sacerdoti e diaconi, che includono i diaconi femmina.[32]La maggior parte dei commentator considerano questi ultimi esser stati dei riti d’ordinazione validi. Si veda D. Ansorge, Diakonat der Frau pp. 46-47; M-J. Aubert, Femmes Diacres p. 105; Ch. Böttigheimer, Der Diakonat p. 259; Y. Congar, Gutachten zum Diakonat p. 37; H. Frohnhofen, Weibliche Diakone p. 276; R. Gryson, Ministry pp. 117-118; P. Hofrichter, Diakonat und Frauen pp. 152-154; P. Hünermann, Theologische Argumente p. 104; A. Jensen, Das Amt p. 59; D. Reininger, Diakonat der Frau pp. 97-98; A. Thiermeyer, Der Diakonat pp. 230-231; C. Vaggagini, L’Ordinazione pp. 169-173. La legislazione ecclesiastica, come ad esempio (quelle) sotto l’imperatore Teodosio (390 dC)[33]Law XVI, 2, 27; J. Mayer, Monumenta de viduis diaconissis virginibusque tractantia, Bonn 1937, p. 16. e l’imperatore Giustiniano I (529-564)[34]Novella 6, 6 § 1-10; Novella 123, 30; Novella 131, 23; R. Schoell and G. Kroll (ed.), Corpus Iuris Civilis, vol. III, Novellae, Berlin 1899, pp. 43-45; p. 616; p. 662.dà alle donne diacono gli stessi diritti e doveri degli altri membri del clero, a parte alcune disposizioni specifiche.

Numerosi papi approvarono il diaconato femminile. I rappresentanti di Papa Silvestro I (314-335) parteciparono al Concilio di Nicea, che accettò le diaconesse. Papa Innocenzo I (401-417) era in corrispondenza con Giovanni Crisostomo, l’arcivescovo di Costantinopoli, che ordinò donne diacono regolarmente. Il Concilio di Calcedonia, che impose un limite di età per le donne diacono, fu in parte organizzato da papa Leone Magno (440-461). Papa Gregorio I (440-461) compose un Sacramentario che conteneva la preghiera di ordinazione per una donna diacono, identica alla preghiera per un diacono di sesso maschile. Su richiesta di Carlo Magno, papa Adriano I (772-795) inviò in Gallia un modello di Sacramentario con riti di ordinazione, l’Hadrianum.[35]L’Hadrianum è preservato in 5 manoscritti: Cambray 164 (811 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/cambrai164.shtml; Ottobianus 313 (850 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/ottobonianus313.shtml; Reginae 337 (850 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/reginae337.shtml; Vienna mss pal. 1817 (1002 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/vienna1817.shtml; Leofric Missal (1050 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/leofric_female.shtml. Esso conteneva la preghiera di ordinazione per le donne diacono.[36]Tutta quest’informazione è riassunta qui: http://www.womendeacons.org/history/timeline.shtml.

Una Necessità Pastorale per il Nostro Tempo

Sebbene l’ordinazione delle donne diacono rimase presente in Occidente fino al Medioevo,[37]Si veda un riassunto della sua storia qui: http://www.womendeacons.org/minwest/rite_growth.shtml. incontrò una forte resistenza in molte parti che erano state parte dell’impero Romano. Ciò era dovuto sia ad un pregiudizio contro le mestruazioni attraverso le quali si temeva che le donne potessero inquinare l’altare,[38]http://www.womenpriests.org/traditio/unclean.asp. sia alla convinzione degli antichi romani che le donne fossero inferiori agli uomini.[39]http://www.womenpriests.org/traditio/inferior.asp. In Oriente l’ordinazione delle donne diacono cessò dopo il 1000 dC a causa d’una combinazione della diminuizione del numero dei catecumeni adulti, e della stessa paura delle mestruazioni.[40]Così, ad esempio, la posizione di teologi medievali greci come Balsamon e Matteo Blastares – http://www.womenpriests.org/traditio/balsamon.asp.
La società nel nostro tempo sta superando tali antichi pregiudizi. Le donne stanno ora dimostrando il loro valore nel campo dell’istruzione, della medicina, della scienza, del commercio, del governo e delle altre sfere della vita moderna. Inoltre le donne continuano a svolgere un ruolo cruciale nella vita della Chiesa cattolica, che spesso equivale a un vero e proprio ministero diaconale. È giusto che esse siano sostenute e affermate in tale ministero attraverso la ricezione d’una ordinazione piena, come già succede per i loro colleghi maschi.

Vogliamo qui ricordare l’insegnamento della Chiesa primitiva:

• “Dunque, vescovo, tu devi nominarti collaboratori nella distribuzione delle elemosine, assistenti che possano cooperare con te verso la vita. Tu devi sceglierti tra tutte le persone che consideri essere di tuo gradimento alcune da nominare diaconi, un uomo per la gestione delle numerose attività necessarie, ma una donna per il ministero tra le donne, dal momento che esistono case in cui non puoi mandare un diacono [maschio] a causa dei pagani, ma in cui puoi mandare una diaconessa, e anche perché il servizio di una diaconessa è richiesto in molti altri campi.” Didascalia 16 § 1 (250 dC)

• “Il diacono è presente come tipo del Cristo, e perciò dovete amarlo. E la diaconessa dev’essere onorata da voi come tipo dello Spirito Santo.” Didascalia 9 § 3 (250 dC)[41]The implication is: during the Eucharist the bishop sits on his throne – like God the Father. The deacon stands at the altar – serving as Christ did. The priests look like the apostles – whose life-size images could be seen on the iconostasis. The woman deacon is less prominent – as the lifegiving, healing, saving, all-pervading Spirit. Didascalia ch. 9 and 16. English translation by Stewart-Sykes, The Didascalia Apostolorum: An English Version, pp. 192-93 and 151 respectively.

Cogliamo l’occasione per esprimerle la nostra considerazione e stima in Cristo.

I Fiduciari, Patroni, e Personale del Wijngaards Institute for Catholic Research

Prof Mario Ignacio Aguilar BA (Santiago), MA Theol (Louvain), DiplComm (Maynooth), PhD (London), Chair of Religion and Politics at the School of Divinity of the University of St Andrews, Edinburgh, Scotland. PATRON
Prof Maria Pilar Aquino BA Theol (Mexico City) DD (Salamanca), Theology and Religious Studies at San Diego University. USA. PATRON
Luca Badini Confalonieri LicTheol (Strasbourg), MA PhD (Durham), Ecclesiology, Rickmansworth, England. EXECUTIVE DIRECTOR
Alicja Baranowska MA, Brussels, Belgium. RESEARCHER and TRANSLATOR
William Baynes BA Hons (Adelaide), BA Sociology (London), Clerk in Holy Orders Church of England, London, England. ECUMENICAL ASSOCIATE
Prof Sharon A. Bong MA Lit (Malaya), MA (Women’s Studies) and PhD Rel (Lancaster), Religious Studies, Monash University, Selangor, Malaysia. PATRON
Jos Borsboom MA Law, CEO Borsboom & Hamm, Rotterdam, the Netherlands. TRUSTEE
Margaret Burke MB FRCPath, Northwood, England. TRUSTEE
Ben Clackson MSc, Communications Software (retd), Bedford, England. TRUSTEE
Jacqueline Clackson BA BEd, Denham, England. NETWORKER and          TRUSTEE
Joanna Dixon BA Sociology, Rickmansworth, England. RESEARCHER
Miriam Duignan BA CertTh (Berkeley), Richmond, London, England. COMMUNICATIONS DIRECTOR and TRUSTEE
Prof René van Eyden, Dogmatic Theology, specialisation Women and the Church (Emeritus), University of Utrecht, the Netherlands. PATRON
Brian Gallagher LLB, Barrister, Amersham, England. TRUSTEE
Prof Mary Grey MA Lit & MA Rel (Oxford) PhD (Louvain), Feminist Liberation Theology, St Mary’s University, Twickenham, London; visiting Prof Winchester, UK.     PATRON
Baron George Holvoet, PhD Law, MA Egyptology, BA Sinology & BA Assyriology,, Brussels, Belgium. PATRON
Baroness Françoise Holvoet Bourguignon, BA Law & MA Philology, lecturer (retd.) in Zaire, Tunisia, Paris & Toronto. Now Brussels, Belgium. PATRON
Colm Holmes MA, Business Executive, Dublin, Ireland. TRUSTEE
Prof Michael Hornsby-Smith PhD Soc, Sociology (Emeritus), the University of Surrey, England. PATRON
Raymond Hervey Jolliffe Lord Hylton MA History, House of Lords, London, England. PATRON
Prof Jan N M E Jans PhD (Louvain), Theology of Ethics, School of Humanities, University of Tilburg, the Netherlands. PATRON
Prof Erik Jurgens PhD, Government Law (Emeritus), Free University of Amsterdam; former Assistant President of the Senate (Eerste Kamer) of the Parliament of the Netherlands. PATRON
Prof Manuela Kalsky PhD, Theology and Society, Free University of Amsterdam and director of the Dominican Study Centre for Theology and Society. PATRON
Prof Ursula King MA (Delhi), PhD (London), DD honoris causa (Oslo, Edinburgh, Dayton), Theology and Religious Studies (Emerita) at the University of Bristol, England. PATRON
Therese Koturbash BA Lit & BA Law (Sasketchewan) Cert Mediation (Winipeg), MTheol Heythrop), Legal Aid, Dauphin, Manitoba, Canada. AMBASSADOR
Prof Leo Laeyendecker PhD (Religion and Conflict, Nijmegen), Sociology (Emeritus) at the Universities of Leiden and Amsterdam, the Netherlands. PATRON
David Marsden MA, Croxley Green, England. RESEARCHER
Sr Anne Miller FMM BEd CertPsych, Religious Formation, Camden Town, London, England. TRUSTEE
Siobhain McDonagh MP, Member of Parliament for Mitcham and Morden. London, UK.PATRON
Prof Kathleen Maas Weigert MA International Relations (Minnesota), PhD Soc (Notre Dame), Women and Leadership, Loyola University, Chicago, USA. PATRON
Heather Wear, Rickmansworth, England. RESEARCHER
Prof Thomas O’Loughlin BA Phil (Dublin), BD Theol & MA Phil (Maynooth), PhD (Dublin), Historical Theology,  Notttingham, England. PATRON
Barbara Paskins MSc, Rickmansworth, England. RESEARCHER and TRUSTEE
Prof Peter C. Phan DD (Salesiana, Rome), PhD Phil & DD (London), DD honoris causa (Chicago), PhD Hum (Chicopee), Catholic Social Thought, Georgetown Washington DC. PATRON
Jos Rickman MSc CertTheol, Social work and Counselling (retd.), England. ADMINISTRATOR
Prof Rosemary Radford Ruether BA Phil (Scripps), MA & PhD Patristics (Claremont), Feminist Theology at Claremont Graduate University, Calefornia, USA. PATRON
Aline Reilly, Christchurch, New Zealand. RESEARCHER
Prof Joseph Selling PhD, Moral Theology (Emeritus), Catholic University of Louvain, Belgium.PATRON
Prof Leonard Swidler PhD, visiting Professor at Graz, Hamburg, Tübingen, Tokyo, Kuala Lumpur, and Nankai & Fudan Universities (China). Founder of the Institute for Interreligious, Intercultural Dialogue, Philadelphia, United States. PATRON
Prof J. Milburn Thompson PhD (Fordham), Theology at Bellarmine University, Louisville, Kentucky, United States. PATRON
Prof Teresa Toldy PhD (Frankfurt), Feminism and Ethics, Fernando Pessoa University, Porto, Portugal. PATRON
Soline Humbert MPhil (Ecumenics), Dublin, Ireland. RESEARCHERPamela Wearing MA Lit, Education (retd.), Northwood, London, England. RESEARCHER and TRUSTEE
Aloys Wijngaards DD, the Theology of Economics, Bank of the Netherlands, the Hague, the Netherlands. TRUSTEE
Prof Guus Wijngaards PhD (Nijmegen), eLearning, Inholland University of Applied Sciences, Rotterdam, the Netherlands.PATRON
Hilde Wijngaards-Berenbroek MA , Education and Counselling (retd.), Nijmegen, the Netherlands. TRUSTEE
John Wijngaards DD (Gregorian, Rome), LicSc (Biblicum), Theology and Scripture, Denham, England. RESEARCHER and TRUSTEE

Organizzazioni che appoggiano il nostro appello

  1. American Catholic Council (USA)
  2. Asociación Mexicana de Reflexión Teológica Feminista (Mexico)
  3. Asociación Mujeres y Teológia Zaragoza (Spain)
  4. Association of Catholic Priests (Ireland)
  5. Catholic Women’s Ordination (UK)
  6. CORPUS. National Association for an Inclusive Priesthood (USA)
  7. European Network Church on the Move (EN-RE) (Europe)
  8. Femmes et Hommes, Egalité, Droits et Libertés dans les Eglises et les Sociétés (France)
  9. International Movement We Are Church (IMWAC) (International)
  10. Le Parvis de Québec (Canada)
  11. Mariënburg: vereniging van kritisch katholieken (Netherlands)
  12. Noi Siamo Chiesa (We Are Church – Italy) (Italy)
  13. St Anthony Catholic Community Santa Barbara (USA)
  14. We Are All Church South Africa (South Africa)
  15. Wir sind Kirche Österreich (Austria)
  16. We Are Church UK (UK)
  17. Women and the Australian Church (WATAC) (Australia)
  18. Women Word Spirit (UK)
  19. Women’s Ordination Conference (USA)
  20. Women’s Ordination Worldwide (International)

Firmatari personali / Individual Co-Signatories

1 Chiara Brown United States 2015-09-02 10:05:34
2 Phyllis Zagano USA 2015-09-02 10:34:52
3 Jacques Dessaucy Belgium 2015-09-02 10:40:05
4 Elisabeth Tetlow MDiv USA 2015-09-02 11:10:35
5 Cecilia Nichols UK 2015-09-02 11:16:19
6 Dietze van Hoesel PhD The Netherlands 2015-09-02 11:21:49
7 John Nicholas USA 2015-09-02 15:46:36
8 Prof John Esposito USA 2015-09-02 19:58:20
9 Joseph Incandela PhD United States 2015-09-02 21:43:40
10 Margaret Murphy United States 2015-09-02 23:32:12
11 Judith Heffernan MDiv US 2015-09-03 03:07:30
12 Jos Rickman UK 2015-09-03 09:02:52
13 Charlotte Therese Bjornstrom Sverige 2015-09-03 10:03:28
14 Teresa McCusker United Kingdom 2015-09-03 10:33:23
15 Louise Doire USA 2015-09-03 12:28:08
16 Pierrette Grondin Canada 2015-09-03 12:57:18
17 Sheila Peiffer USA 2015-09-03 13:20:19
18 Christine Gebel Canada 2015-09-03 13:28:11
19 Rachel M Denton Uk 2015-09-03 13:31:51
20 Erik Westerberg Sweden 2015-09-03 13:43:36
21 Marie Opatrna MD PhD Czech Republic 2015-09-03 14:28:30
22 Anna Cannon United Kingdom 2015-09-03 14:35:12
23 Pat woodbury USA 2015-09-03 14:39:36
24 Irene Nordgren Sweden 2015-09-03 14:42:16
25 Mandy Carpenter United States 2015-09-03 15:05:34
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References   [ + ]

1. http://www.womendeacons.org/intro/deac_bap.shtml.
2. http://www.womendeacons.org/intro/deac_apo.shtml.
3. http://www.womendeacons.org/intro/deac_alt.shtml.
4. http://www.womendeacons.org/minwest/list_italy.shtml.
5. http://www.womendeacons.org/minwest/gaul_overview.shtml.
6. http://www.womendeacons.org/history/list_greece.shtml.
7. http://www.womendeacons.org/history/list_asia.shtml.
8. http://www.womendeacons.org/history/list_arm_syria.shtml.
9. http://www.womendeacons.org/history/ list_pal_egypt.shtml.
10. La distinzione tra un “sacramento” e un “sacramentale” sorse solamente nel XII secolo. Ugo di San Vittore (1096 – 1141) fu il primo a distinguere i “sacramenti minori”dai “sacramenti attraverso cui principalmente si trova la nostra salvezza”. Pietro Lombardo (1100 – 1160) coniò il termine “sacramentale” per distinguerlo dai “sette sacramenti”. Tuttavia, tale evoluzione lessicale non intacca il valore delle ordinazioni nella Chiesa antica.
11. http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr1.shtml.
12. http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr2.shtml.
13. http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr3.shtml.
14. http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr5.shtml.
15. http://www.womendeacons.org/rite/deac_syr.shtml.
16. Si veda il Codex Barberini Gr. 336 (780 AD): http://www.womendeacons.org/rite/deac_gr1.shtml.
17. La rilevanza di questi particolari è spiegata qui: http://www.womendeacons.org/rite/hobart.shtml
18. D. Ansorge, ‘Der Diakonat der Frau. Zum gegenwärtigen Forschungsstand’, in T. Berger e A. Gerhards (eds.), Liturgie und Frauenfrage, St. Odilien 1990, pp. 31-65, a pp. 46-47; M-J. Aubert, Des Femmes Diacres. Un nouveau chemin pour l’Eglise, Paris 1987, p. 105; Chr. Bottigheimer, ‘Der Diakonat der Frau’, Münchener Theologische Zeitschrift 47 (1996) 3, pp. 253-66, a p. 259; Y. Congar, ‘Gutachten zum Diakonat der Frau’, in Synode. Amtliche Mitteilungen der Gemeinsamen Synode der Bistümer in der Bundesrepublik Deutschland, Munich 1973, no 7, pp. 37-41, a p. 37; H. Frohnhofen, ‘Weibliche Diakone in der friihen Kirche’, Studien der Zeit 204 (1986) pp. 269-78, a p. 276; R. Gryson, The Ministry of Women in the Early Church, Collegeville 1976; titolo originale: Le ministère des femmes dans l’Eglise ancienne, Gembloux 1972, pp. 117-18; P. Hofrichter, ‘Diakonat und Frauen im kirchlichen Amt’, Heiliger Dienst 50 (1996) 3, pp. 140-58, a pp. 152-4; P. Hünermann, ‘Theologische Argumente fur die Diakonatsweihe von Frauen’, in Diakonat. Ein Amt fur Frauen in der Kirche – Ein Frauengerechtes Amt?, Ostfildern 1997, pp. 98-128, a p. 104; A. Jensen, ‘Das Amt der Diakonin in der kirchlichen Tradition des ersten Jahrtausends’, in Diakonat. Ein Amt fur Frauen in der Kirche – Ein frauengerechtes Amt?, Ostfildern 1997, pp. 33-52, a p. 47; K. Karidoyanes Fitzgerald, Women Deacons in the Orthodox Church, Brookline 1998, pp. 120-121; D. Reininger, Diakonat der Frau in der einen Kirche, Ostfildern 1999, pp. 97-98; E. Theodorou, ‘The Institution of Deaconesses in the Orthodox Church and the Possibility of its Restoration’, in G. Limouris (ed.), The Place of the Woman in the Orthodox Church and the Question of the Ordination of Women (Katerini, Greece, 1992), pp. 207-238; a pp. 212-213; A. Thiermeyer, ‘Der Diakonat der Frau’, Theologisch Quartalschrift 173 (1993) 3, pp. 226-36, a pp. 230-31; C. Vagaggini, ‘L’Ordinazione delle diaconesse nella tradizione greca e bizantina’, Orientalia Christiana Periodica 40 (1974), pp. 145-89, a pp. 169-73; John Wijngaards, The Ordained Women Deacons of the First Millennium, Canterbury Press 2011, pp. 112-121; Phyllis Zagano, Holy Saturday. An Argument for the Restoration of the Female Apostolate, New York 2000, pp. 98-102.
19. G. Lohfink, ‘Weibliche Diakone im Neuen Testament’, in G. Dautzenberg et al. (ed.), Die Frau im Urchristentum, Freiburg 1983, pp. 320-338.
20. J. Roloff, Der Erste Brief an Timotheus, Neukirchen 1988, p. 164; H. Merkel, Die Pastoralbriefe, Göttingen 1991, p. 31; L. Oberlinner, Die Pastoralbriefe, Freiburg 1994, pp. 139-142.
21. http://www.womendeacons.org/history/can_nic1.shtml.
22. http://www.womendeacons.org/history/deac_cls.shtml.
23. Stromata 3,6,53:3-4; GCS 52, 220, 2-25.
24. Origene, Commentary on Romans 10,17; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 14, 1278 A-C. Il testo si è preservato in latino, ma R. Gryson (Ministry, p. 31, 134) dimostra che la frase “donne diacono” doveva essere state nella versione originale in greco “γυναικες διακονους”.
25. Panarion 75, 1-4; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 42, col. 744-45; GCS 37 (1933) p. 478; Summary of Faith 21; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 42, cols. 824-25; GCS 37 (1933) p. 522.
26. Letter to Amphilochius on the Canons, Lett. 199, can. 44; R. I. Deffarari (ed.), Saint Basil. The Letters, vol. 3, London 1930, p. 130.
27. Omelia 11,1 on the First Letter to Timothy ch. 3; J. P. Migne, Patrologia Graeca, vol. 62, col. 553.
28. On the Life on St. Macrina; J. P. Migne, Patrologia Latina, vol. 46, cols. 960-1000; here cols. 988-290; traduzione inglese di W.K. Lowther Clarke, The Life of St. Macrina, London 1916; P. Wilson-Kastner, ‘Macrina: virgin and teacher’, Andrews University Seminary Studies 17 (1979), 105-117.
29. J. Wijngaards, The Ordained Women Deacons of the Church’s First Millennium, Canterbury Press 2012, pp. 179-189
30. Alistair Stewart-Sykes, The Didascalia Apostolorum: An English Version, Studia Traditionis Theologiae: Explorations in Early and Medieval Theology, vol. 1 (Turnhout: Brepols Publishers, 2009). Versione in latino in: E. Tidner, Didascaliae Apostolorum, Canonum ecclesiasticorum, Traditionis apostolicae versiones latinae, Berlin 1963. Si veda anche R. H. Connolly, Didascalia Apostolorum, the Syriac Version translated and accompanied by the Verona Latin Fragments, Oxford 1929.
31. J. Mayer, Monumenta de viduis diaconissis virginibusque tractantia, Bonn 1937, pp. 18-26; Apost. Const. VIII, 28,5; F.X. Funk, Didascalia et Constitutiones Apostolorum, vol I, Paderborn 1905, p. 530.
32. La maggior parte dei commentator considerano questi ultimi esser stati dei riti d’ordinazione validi. Si veda D. Ansorge, Diakonat der Frau pp. 46-47; M-J. Aubert, Femmes Diacres p. 105; Ch. Böttigheimer, Der Diakonat p. 259; Y. Congar, Gutachten zum Diakonat p. 37; H. Frohnhofen, Weibliche Diakone p. 276; R. Gryson, Ministry pp. 117-118; P. Hofrichter, Diakonat und Frauen pp. 152-154; P. Hünermann, Theologische Argumente p. 104; A. Jensen, Das Amt p. 59; D. Reininger, Diakonat der Frau pp. 97-98; A. Thiermeyer, Der Diakonat pp. 230-231; C. Vaggagini, L’Ordinazione pp. 169-173.
33. Law XVI, 2, 27; J. Mayer, Monumenta de viduis diaconissis virginibusque tractantia, Bonn 1937, p. 16.
34. Novella 6, 6 § 1-10; Novella 123, 30; Novella 131, 23; R. Schoell and G. Kroll (ed.), Corpus Iuris Civilis, vol. III, Novellae, Berlin 1899, pp. 43-45; p. 616; p. 662.
35. L’Hadrianum è preservato in 5 manoscritti: Cambray 164 (811 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/cambrai164.shtml; Ottobianus 313 (850 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/ottobonianus313.shtml; Reginae 337 (850 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/reginae337.shtml; Vienna mss pal. 1817 (1002 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/vienna1817.shtml; Leofric Missal (1050 AD) – http://www.womendeacons.org/minwest/leofric_female.shtml.
36. Tutta quest’informazione è riassunta qui: http://www.womendeacons.org/history/timeline.shtml.
37. Si veda un riassunto della sua storia qui: http://www.womendeacons.org/minwest/rite_growth.shtml.
38. http://www.womenpriests.org/traditio/unclean.asp.
39. http://www.womenpriests.org/traditio/inferior.asp.
40. Così, ad esempio, la posizione di teologi medievali greci come Balsamon e Matteo Blastares – http://www.womenpriests.org/traditio/balsamon.asp.
41. The implication is: during the Eucharist the bishop sits on his throne – like God the Father. The deacon stands at the altar – serving as Christ did. The priests look like the apostles – whose life-size images could be seen on the iconostasis. The woman deacon is less prominent – as the lifegiving, healing, saving, all-pervading Spirit. Didascalia ch. 9 and 16. English translation by Stewart-Sykes, The Didascalia Apostolorum: An English Version, pp. 192-93 and 151 respectively.